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Versione solo testo - Camera di commercio di Alessandria, 27 ottobre 2021
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Facchinaggio



Alessandria, 27 ottobre 2021
Ultimo aggiornamento: 15.06.2018



Imprese Artigiane



FACCHINAGGIO

Contenuto pagina

Fonti normative
- Legge 05.03.2001, n. 57 (art. 17)
- Decreto Interministeriale 30.06.2003, n. 221 (Ministero delle Attività Produttive di concerto con quello del Lavoro e delle Politiche Sociali)
- D.P.R. 18 aprile 1994, n. 342 
- D.L. 31.01.2007, n. 7, convertito nella legge n. 40 del 2 aprile 2007
- D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59
- D.Lgs. 6 agosto 2012, n. 147 - art. 72
- articolo 19 legge 07.08.1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni
- circolari varie. 

Attività
Per la definizione delle attività soggette, il D.I. 221/2003 rimanda alla tabella allegata al D.M. Ministero del Lavoro 03.12.1999. Sono quindi comprese le seguenti attività:

a) portabagagli, facchini e pesatori dei mercati agro-alimentari, facchini degli scali ferroviari, compresa la presa e consegna dei carri, facchini doganali, facchini generici, accompagnatori di bestiame, ed attività preliminari e complementari; facchinaggio svolto nelle aree portuali da cooperative derivanti dalla trasformazione delle compagnie e gruppi portuali in base all’articolo 21 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, e successive modificazioni ed integrazioni;
b) insacco, pesatura, legatura, accatastamento e disaccatastamento, pressatura, imballaggio, gestione del ciclo logistico (magazzini ovvero ordini in arrivo e partenza), pulizia magazzini e piazzali, depositi colli e bagagli, presa e consegna, recapiti in loco, selezione e cernita con o senza incestamento, insaccamento od imballaggio di prodotti ortofrutticoli, carta da macero, piume e materiali vari, mattazione, scuoiatura, toelettatura e macellazione, abbattimento di piante destinate alla trasformazione in cellulosa o carta e simili, ed attività preliminari e complementari.

Queste attività possono essere svolte anche con l’ausilio di mezzi meccanici o diversi, o con attrezzature tecnologiche, comprensive delle attività preliminari e complementari alla movimentazione delle merci e dei prodotti.

La circolare del Ministero delle Attività Produttive del 30.12.2003 chiarisce che:

  • le attività prese in considerazione dal regolamento sono soltanto quelle affidate in outsourcing, quindi esercitate per conto terzi;
  • il punto b) è da leggersi così: …”selezione e cernita con o senza incestamento, insaccamento od imballaggio di prodotti ortofrutticoli, carta da macero, piume e materiali vari, di prodotti della mattazione, scuoiatura, toelettatura e macellazione, dell’abbattimento di piante destinate alla trasformazione in cellulosa o carta e simili, ed attività preliminari e complementari”. Quindi non sono soggette alla norma le imprese che esercitano la mattazione, la toelettatura ecc., ma quelle che incestano, insaccano ecc. i prodotti della mattazione, toelettatura ecc.;
  • l’attività di pulizia magazzini e piazzali rientra anche nell’attività di cui alla legge 82/94. Quindi può essere svolta sia da chi è abilitato per l’attività di pulizia sia da chi è abilitato per l’attività di facchinaggio. La circolare chiarisce che nell’ipotesi, quanto mai teorica, di un’impresa che si iscrivesse per la sola attività di pulizia di magazzini e piazzali si dovrebbero applicare le norme sul facchinaggio, in quanto ritenute speciali;
  • la successiva circolare 3595/C del 13.12.2005 ha ulteriormente chiarito che le attività di cui al punto b) rientrano nelle definizione giuridica del facchinaggio solo se preliminari e complementari alla movimentazione delle merci e dei prodotti. Quindi per vedere se l’attività svolta dall’impresa rientra nella normativa del facchinaggio è necessario far riferimento all’attività principale svolta dall’impresa: se l’attività così individuata è un’attività preliminare e complementare a quella di facchinaggio rientra nella normativa del facchinaggio. Ciò vale quindi anche per l’attività di logistica, di trasloco e di imballaggio.

E’ esclusa dalla normativa sul facchinaggio l’attività dei pesatori pubblici. 

Requisiti per l'impresa
Per svolgere l’attività di facchinaggio l'impresa deve presentare una segnalazione certificata di inizio attività al’Albo delle Imprese Artigiane della provincia in cui è svolta l’attività dell’impresa stessa.

 

  • Sono necessari i requisiti di onorabilità che devono essere posseduti dal titolare per le imprese individuali, dai soci per le società in nome collettivo e dagli accomandatari per le società in accomandita semplice, dagli amministratori per tutte le altre società, comprese le cooperative. 

Consistono in:

  • assenza di applicazione di misure di sicurezza o prevenzione e di procedimenti penali in corso per reati di stampo mafioso;
  • assenza di sentenze penali definitive di condanna o di procedimenti penali in corso nei quali sia già stata pronunciata sentenza di condanna per reati non colposi a pena detentiva superiore a tre anni;
  • assenza di sentenze penali definitive di condanna per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina.
  • mancata comminazione della pena accessoria dell’interdizione dall’esercizio di una professione o di un’arte o dell’interdizione dagli uffici direttivi delle imprese;
  • assenza di contravvenzioni per violazioni di norme in materia di lavoro, di previdenza e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, non conciliabili in via amministrativa e, in particolare per le società cooperative, per violazione delle legge 142/2001, relativa alla posizione del socio lavoratore.

Si fa salva comunque la riabilitazione ottenuta.
 

Dal 14/09/2012, con l'entrata in vigore del D. Lgs. n. 147/2012, l'esercizio dell'attività di facchinaggio NON è più subordinato al possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativi.

 

Documentazione

Dal 01/05/2018 per l’ attività di  facchinaggio occorre utilizzare la modulistica unificata e standardizzata approvata con la D.G.R. 13-6679 del 29/03/2018. La modulistica unificata è disponibile anche sul sito della Regione  Piemonte  http://www.regione.piemonte.it/artigianato/ oppure sulle piattaforme dei singoli sportelli unici.

Dal 14 febbraio 2013, a seguito dell'entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 218 del 15/11/2012, che abroga il D.P.R. n. 252 del 3/6/1998, non sono più rilasciati i certificati del Registro Imprese recanti il nullaosta antimafia. La competenza in materia di documentazione antimafia resta in capo alle Prefetture. Pertanto la non sussistenza di una delle cause di decadenza, sospensione o divieto previste dalla normativa, deve essere autocertificata,  da parte di tutti i soci delle società di persone e degli amministratori delle società di capitali,  mediante la compilazione della “Dichiarazione sul possesso dei requisiti da parte degli altri soggetti – Allegato A”  incluso nella segnalazione certificata di inizio attività. Allegare inoltre documento di identità di tutti i firmatari.

 

 

Iscrizione nelle fasce di classificazione
E’ obbligatoria. Le imprese di nuova costituzione o con un periodo di attività inferiore al biennio sono inserite nella fascia iniziale.
Le fasce sono calcolate in base al volume d’affari, al netto dell’IVA, realizzato in media (annuale) nell’ultimo triennio, nello specifico settore di attività (se il periodo è superiore a due anni ed inferiore a tre, la media si calcola sui mesi effettivi).
Sono:
a) inferiore a 2,5 milioni di euro;
b) da 2,5 a 10 milioni di euro;
c) superiore a 10 milioni di euro.

Per richiedere la variazione della fascia iniziale in cui l impresa è stata inserita, deve essere compilato l’apposito modello “Istanza di variazione fasce di classificazione - attività di facchinaggio”.
La comunicazione di variazione della fascia deve essere in regola con l imposta di bollo vigente assolta in modo virtuale.
Per l’iscrizione nella prima fascia non deve essere allegato nulla; per l’iscrizione nella seconda e terza fascia, invece, deve essere allegato un elenco dei servizi eseguiti, con il relativo importo al netto dell’IVA negli ultimi 3 anni (o minor periodo, mai inferiore ai due anni) in forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

La comunicazione della variazione positiva, da una fascia inferiore ad una fascia superiore è facoltativa, la variazione negativa, da una fascia superiore ad una inferiore, è obbligatoria. 

Diritti di segreteria
Quelli previsti per il Registro Imprese con una maggiorazione di:
- € 9,00 per le imprese individuali;
- € 15,00 per le società; 
tutte le volte che sia necessario un accertamento dei requisiti. 

Tempi 
L’ufficio procede all iscrizione entro 5 giorni dalla data di protocollazione; entro 60 giorni dalla stessa effettua le verifiche sulla veridicità delle autocertificazioni e delle dichiarazioni sostitutive dell atto di notorietà. I termini decorrono soltanto dal momento in cui la pratica, presentata in modo corretto, è completa di tutta la documentazione necessaria.

Moduli   

Stiamo aggiornando la modulistica secondo le disposizioni del nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati nell'Unione Europea (GDPR).

 

Segnalazione certificata di inizio attività di facchinaggio

Scheda anagrafica

Istanza di variazione fasce di classificazione - attività di facchinaggio

  

 

 



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Ufficio di riferimento

Per informazioni rivolgersi a:

Ufficio imprese artigiane

Riferimento Nadia Sampietro 
Indirizzo Alessandria - via Vochieri 58
Telefono 0131-313239
PEC
E-mail Email artigiani@al.camcom.it, Email artigiani@al.legalmail.camcom.it
Orari da lunedý a venerdý: 08.30/12.30 - lunedý e giovedý pomeriggio: 14.30/16.30

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